Buddi: gestore delle finanze semplice da usare

Giunto alla versione 3.0, Buddi è un piccolo software per OS X per la gestione delle finanze personali che si indirizza esplicitamente agli utenti che desiderano tenere il passo di entrate ed uscite, pur senza un background specifico in economia e finanza.Il software, infatti, appare come un buon compromesso tra facilità d’uso e numero di feature, anche se certamente appare limitato e limitante per qualunque utenza che non sia quella domestica. Buddi è Open Source, gratuito e modulare grazie alla sua architettura a plugin integrabili che consentono di ampliare i modelli di reportistica e di elaborazione dei dati a seconda delle esigenze.Buddi funziona con qualunque versione di OS X a partire dalla 10.4 in poi, Leopard compreso. Chi volesse, può scaricarlo da questo indirizzo e, nel caso lo trovasse utile, può inviare una donazione volontaria all’autore. Poiché è basato su Java, il programma è anche compatibile con Linux, Windows e molti altri sistemi operativi.

Emulatore PlayStation per iPhone: disponibile la prima public release

Pochi giorni prima delle feste natalizie, Zodttd ha reso disponibile la prima public release di psx4iPhone, l’emulatore della Play Station 1 e 2 per iPhone. Come si può notare, anche se la grafica è più che buona, la giocabilità nonché la fluidità delle immagini ne risultano fortemente penalizzate e “appesantite”; al contempo, però, è offerta una prima idea di come l’iPhone possa comportarsi con il 3D.

A differenza delle diverse applicazioni create per lo smartphone di Cupertino, psx4iphone è attualmente disponibile solamente tramite il download direttamente dalla pagina ufficiale ma, dichiarano gli sviluppatori, presto sarà disponibile direttamente tramite Installer.app.

Anche se spesso un po’ troppo “acerbe”, tutte le applicazioni che sono state sin qui sviluppate (e che continuano ad esserlo) dalla comunità hacker o da semplici appassionati, non potranno che essere d’aiuto allo sviluppo successivo di applicazioni native per iPhone, soprattutto dopo il rilascio dell’SDK ufficiale.

Attendiamo con grande trepidazione quel momento.

File Action: il Mac si riordina da solo

File Action è una piccola e semplice utility per OS X che fa una sola cosa: spostare i file o le cartelle da una posizione all’altra secondo intervalli di tempo prestabiliti, così da mantenere il nostro Mac pulito e ordinato.

In sostanza, si creano delle regole configurando con pochi clic le cartelle da monitorare, quali condizioni devono essere soddisfatte ed infine si seleziona il luogo di destinzione dei file processati. Essenzialmente File Action fa lo stesso lavoro degli AppleScript e delle Azioni Cartella, solo che lo fa in modo decisamente intuitivo per chi non si trova a proprio agio con Script e Automator.

Utile per tenere pulita la cartella di Download di Leopard dalle immagini disco scaricate, o per tenere sincronizzati folder importanti sui computer “secondari”, File Action può essere scaricato da questa pagina.

Nel caso si avesse la necessità di un set di regole enormemente più robusto e di maggiori funzioni oltre la semplice copia, segnalo un ottimo programma: Hazel 2. E’ scaricabile da questa pagina e può essere provato in demo per 14 giorni. Oltre, costa $21.95 .

Ottenere di più dallo Screen Sharing integrato in Leopard

La funzionalità di Screen Sharing integrata in Leopard è molto pratica ma forse un tantino elementare. Qualche funzione in più non avrebbe di certo guastato.
Esiste però il modo di rendere il semplice Screen Sharing di Leopard un qualcosa di più completo, potente e versatile, una sorta di “Apple Remote Desktop lite”. E per ottenere questo risultato sono sufficienti appena un paio di copia-incolla nel Terminale. Vediamo come.

Avviamo il Terminale e scriviamo:

defaults write com.apple.ScreenSharing ShowBonjourBrowser_Debug 1 [premete invio]

Ora, se avviamo l’applicazione di Screen Sharing (che si trova in /System/Library/CoreServices/Screen Sharing.app), avremo una nuova finestra, chiamata Bonjour Browser, che fornisce l’elenco di tutti i Mac in rete e permette di selezionare quello con cui avviare la sessione di controllo remoto.

Infine, per aggiungere un po’ dei bottoni che si trovano in Apple Remote Desktop, basterà copiare e incollare anche la seguente riga di codice (senza interruzioni):

defaults write com.apple.ScreenSharing
‘NSToolbar Configuration ControlToolbar’ -dict-add ‘TB Item Identifiers’
‘(Scale,Control,Share,Curtain,Capture,FullScreen,GetClipboard,SendClipboard,Quality)’ [premete ancora invio]

Ora avremo a dispozione una valanga di funzionalità in più. Ad esempio potremo passare velocemente dalla semplice osservazione remota al controllo. Potremo inibire l’uso del mouse e della tastiera remota, e molto altro ancora. Avremo anche la facoltà accrescere o ridurre dinamicamente la qualità della visualizzazione nel caso di reti lente o congestionate.

Rimuovere la trasparenza della barra Menù e il dock 3D


Della GUI di Leopard, l’ultimo felino entrato a far parte della famiglia Apple, quello che proprio sembra non “andare giù” a molti sembrano essere la trasparenza della barra Menù, la quale non permette sempre un’ottima visione (si pensi a chi lavora con numerose finestre aperte), e la tridimensioanlità del dock, la quale invece è vista come un semplice vezzo stilistico.

Se vi siete riconosciuti almeno in parte in questo “dissapore” da Mac user, vi consiglio le seguenti applicazioni gratuite:

-OpaqueMenuBar: è una piccola applicazione (455KB) che andrà a rimuovere la trasparenza della barra Menù di Leopard, proprio come quella del “vecchio” Tiger.
-DockRestore: applicazione (702kb) che andrà ad eliminare la tanto “detestata” tridimensionalità del dock di Leopard, il tutto con un semplice click.

Buona “rimozione”!

L’Aiuto in Mac OS X Leopard

Per chi non è ancora passato al nuovo Mac OS X Leopard, o per quelli che hanno aggiornato il proprio OS X ma non lo hanno ancora notato, consiglio di dare un’occhiata alla sezione “Aiuto”: ipotiziamo di voler visualizzare il codice di una pagina ma di non conoscere la procedura tramite, ad esempio, Safari.

Si apra dunque il browser nativo per Mac, si clicchi sulla voce “Aiuto” e si digiti “visualizza codice”. Ecco apparire una grossa freccia blu che segnala dove si trova la voce corrispondente per eseguire l’azione nel menu. Tale funzione dovrebbe essere attiva per tutte le applicazioni scritte in Cocoa.

La migliore wep application per iPhone? vTap


I ragazzi di iPhoneAtlas, quelli che erano riusciti a “fare breccia” nell’iPhone aggiornato con firmware 1.1.1 ad esempio, segnalano una web application per iPhone che, a loro avviso, si candida come migliore applicazione mai creata sino ad oggi: vTap è un’applicazione per lo smartphone di Cupertino che permette di codificare i video disponibili sulle principali piattaforme presenti in rete, come YouTube, MySpace, Dailymotion e alcuni tra i maggiori siti di news (Associated Press, Reuters, persino ESPN) nel formato di compressione H.264 e rende tali contenuti perfettamente visualizzabili sul device elettronico.
Vtap, quindi, permetterebbe di visualizzare potenzialmente ogni formato video presente sulla Rete grazie ad una codifica on-the-fly che renderebbe il contenuto multimediale perfettamente fruibile con il solo QuickTime.
Abbiamo dunque una web application costituita da una semplice interefaccia, la quale ne rende l’utilizzo facile e veloce; è gratuita e perfettamente funzionante. Che si può desiderare di più?

Noi italiani potremmo rispondere “l’iPhone”, ma questa è tutta un’altra storia.

iMac Software Update 1.2.1 (per Tiger) disponibile


Dopo l’iMac Software Update 1.2 per Tiger di qualche giorno fa, Apple ha da ieri reso disponibile una nuova versione dell’aggiornamento, giungendo così alla 1.2.1: tale update concerne esclusivamente i nuovi iMac in alluminio da 20″ e 24″ con processori da 2.0, 2.4 e 2.8 GHz.
Nel documento pubblicato sul sito Apple si apprende che suddetto aggiornamento va a migliorare le performance e l’affidabilità relative a videogames e applicazioni graficamente “pesanti”; oltre a questo, è stato risolto un problema riguardante l’installazione di Mac OS X Leopard su macchine equipaggiate con il precedente software update 1.2.

iMac Software Update 1.2.1 (per Tiger) disponibile


Dopo l’iMac Software Update 1.2 per Tiger di qualche giorno fa, Apple ha da ieri reso disponibile una nuova versione dell’aggiornamento, giungendo così alla 1.2.1: tale update concerne esclusivamente i nuovi iMac in alluminio da 20″ e 24″ con processori da 2.0, 2.4 e 2.8 GHz.

Nel documento pubblicato sul sito Apple si apprende che suddetto aggiornamento va a migliorare le performance e l’affidabilità relative a videogames e applicazioni graficamente “pesanti”; oltre a questo, è stato risolto un problema riguardante l’installazione di Mac OS X Leopard su macchine equipaggiate con il precedente software update 1.2.

Firmware 1.1.1 e nuovo Aggiornamento 1.1.2 in vista

Dopo il rilascio di un aggiornamento del software dell’iPhone alla versione 1.1.1 di fine settembre, molti possessori del famoso smartphone made in Cupertino “sbloccato”, si sono messi le mani nei capelli per la disperazione. Ma in questi ultimi giorni sono stati fatti notevoli passi avanti nella ricerca di modi (diciamolo pure) poco ortodossi e un po’ macchinosi per fare breccia nel nuovo software 1.1.1:

-Exploit del file Tiff che espone la partizione root sia per iPhone sia per iPod Touch, ad opera dei ragazzi di iPhone Dev Team.

-Nicholas “Drudge” Penree offre una nuova possibilità di sblocco, senza exploit del file Tiff: attraverso un downgrade alla versione 1.0.2 del software, si effettua lo sblocco e lo si aggiorna alla versione 1.1.1.

-iPhoneSimFree aggiorna il proprio software alla versione 1.6 e la rende gratuitamente scaricabile a coloro che ne hanno acquistato la versione precedente.

Ma Apple non è stata con le mani in mano poiché sembra che, mentre il mondo sotteraneo degli smanettoni e hacker è tutto in fermento per “fare breccia” nella versione 1.1.1 del firmware dell’iPhone, gira già la notizia che a Cupertino stiano per rilasciare un nuovo aggiornamento alla versione 1.1.2.

Sino a quando Apple non deciderà di “liberare” le potenzialità dell’iPhone permettendo a sviluppatori di terze parti di fornire applicazioni, dovremo abituarci a questo eterno rincorrrersi.

Pagina successiva »