Apple “spazza via” i problemi del chip grafico dei MacBook

Ricordate, la settimana scorsa, la segnalazioni di problemi relativi al nuovo chip grafico installato sui MacBook recentemente aggiornati?
Apple aveva diffuso un documento tecnico in cui illustrava tali problemi e si impegnava a trovare una soluzione. Da ieri quel documento tecnico è sparito, senza senza alcuna spiegazione da parte di Cupertino.
Come sottolineano sagacemente gli amici di MacBidouille, i casi possono essere 2:
I tecnici di Apple hanno trovato la soluzione al problema (ma, in questo caso, dov’è il bug fix?).
Da Cupertino hanno ritenuto un errore diffondere quel documento e, temendo ripercussioni sulle vendite del portatile consumer, hanno pensato bene di “far sparire le prove”.
Speriamo arrivino ulteriori informazioni, perchè se ci trovassimo di fronte alla seconda ipotesi sarebbe un fatto piuttosto preoccupante.
In ogni caso, vi faremo sapere gli sviluppi.

Stay tuned!

Leopard: lo spostamento dei file non è sicuro?

Da qualche giorno circola in rete una notizia secondo cui il Finder di Leopard sarebbe affetto da un bug, a causa del quale sarebbe possibile la perdita di dati in caso di interruzione dello spostamento di file tra 2 directory.
Se fosse vero, sarebbe una svista clamorosa da parte di Cupertino: ma non affrettiamoci a sparare sentenze e vediamo di analizzare la situazione.
Quando un cartella viene spostata dalla directory d’origine a una nuova destinazione, il Finder esegue uno script unix (che sappiamo essere alla base di OS X) molto simile a questo:
move(source, destination) {
returnVal = copy(source, destination);

if (returnVal == TRUE) { // copy success
delete(source);

else { // copy fail
message(”Move failed”)

Vediamo che in realtà l’operazione di spostamento è costituita da due fasi distinte, ovvero la copiatura e, se questa è confermata, la cancellazione del file di origine.
A causa della loro peculiare architettura, i sistemi *NIX eseguono questo script in maniera distinta per ogni file e directory che si vogliono spostare.
Se, dunque, si comanda di spostare una cartella “test” con all’interno un file “prova.txt” dalla posizione /~utente/ alla posizione /Volumes/HD2/~utente/documenti/ ecco la sequenza di operazioni che il sistema effettuerà:

-creazione della directory /Volumes/HD2/~utente/documenti/test
-conferma della creazione
-copia del file /~utente/test/prova.txt in /Volumes/HD2/~utente/documenti/test/
-conferma della copia
-cancellazione di /~utente/test/prova.txt
-cancellazione di /~utente/test/

Possiamo apprezzare il fatto che il sistema invii la conferma per ogni file presente nella cartella e poi per la cartella stessa. Se ci si trova di fronte a più directory l’una contenuta nell’altra, l’operazione verrà eseguita secondo la gerarchia.

Se passiamo ad analizzare il funzionamento di un sistema DOS, ci troviamo di fronte ad un modo di agire molto diverso.
Lo spostamento della directory “test” (che contiene prova1.txt e prova2.txt) da C:/ a D:/documenti è costituito dalle seguenti operazioni:

-creazione della directory D:/documenti/test/
-copia del file prova1.txt in D:/documenti/test/
-copia del file prova2.txt in D:/documenti/test/
-conferma della copia dei file
-cancellazione della directory c:/test/ e del suo contenuto

Tra i due metodi non se ne può individuare uno migliore, sono semplicemente diversi a causa, come abbiamo già detto, della differente architettura dei due sistemi.

In caso di interruzione durante lo spostamento delle directory, i due sistemi si comporteranno in maniera egualmente differente.

Su *NIX (e dunque OS X), si avranno una parte dei file nella nuova destinazione ed una parte in quella vecchia.
Su DOS (e dunque Windows) si avrà la cartella di origine ed il suo contenuto intatti, mentre nella destinazione i file non saranno mantenuti mancando la conferma della copia totale del contenuto.

In entrambi i casi, quindi, non si ha alcuna perdita di dati.

Problemi possono però sopraggiungere quando lo spostamento è ibrido, per esempio volendo spostare una directory ed il suo contenuto da un disco Mac ad un server SAMBA su una macchina Windows.
In questo caso, mentre OS X cancellerà i file di origine via via che riceverà la conferma della copia, il server SAMBA manterrà definitivamente il contenuto solo quando riceverà la conferma che tutto sarà stato copiato. E’ ben chiaro che, se si dovesse interrompere la connessione, ci si ritroverà con meno dati di quanti se ne aveva in origine.

Alla luce di quanto detto finora è facile evincere il fatto di non trovarsi di fronte ad un bug di OS X (o di UNIX), ma ad un problema di comunicazione tra 2 piattaforme diverse.
Un problema che, tra l’altro, non giunge con Leopard, ma esiste praticamente da sempre.

In ogni caso, pur non potendo attribuire la responsabilità ad Apple, è comunque opportuno compiere due operazioni:

-segnalare questo comportamento ad Apple (ma si può dire la stessa cosa di Microsoft) che, pur trattandosi di un caso limite, può risolverlo con relativa facilità
-avere la precauzione, quando si opera su server remoti, di utilizzare la funzione “copia” in luogo dello spostamento.

Nuovi MacBook: tutto merito del BUS

Primate Labs pubblica i primi benchmark relativi ai recentemente aggiornati MacBook, confrontandoli con quelli della generazione precedente.
Come potete vedere dall’immagine qui sopra, le prestazioni totali non fanno un balzo in avanti colossale, circa il 5,3%, mentre la vera (e piacevole) sorpresa arriva dall’introduzione del BUS a 800Mhz in luogo del vecchio 667Mhz.

Come vedete da quest’altra immagine, le prestazioni della memoria segnano un confortante +25%, andando ancora una volta a ribadire che la frequenza di clock non è tutto, anzi.
A nostro modo di vedere, tuttavia, mancano alcune informazioni fondamentali per capire la reale portata di questi dati: non è dato sapere, per esempio, se i test siano stati effettuati con applicativi a 64bit. Da rilevare, infine, il fatto che sul vecchio MacBook girava un build preliminare di Leopard (9A3110), mentre il nuovo una versione definitiva (9A581).

iPhone: l’unlock può causare danni permanenti?

Phil Schiller, vicepresidente di Apple e responsabile del marketing, ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni circa l’utilizzo di software per lo sblocco di iPhone.
Secondo il “numero 2″ di Cupertino, sarebbe emerso che lo sblocco può causare danni permanenti all’integrità del software di sistema, tali da poterne pregiudicare radicalmente il funzionamento con i futuri aggiornamenti software.
Schiller ha precisato che in tutto questo non c’è alcuna volontà precisa di Apple di rendere inutilizzabili i telefoni sbloccati, per quanto Cupertino non possa essere ritenuta responsabile per i malfunzionamenti causati da software di terze parti.
Non è chiaro se si tratti di terrorismo psicologico atto ad arginare la diffusione dello sblocco di iPhone o di un reale problema emerso nei laboratori, come non è chiaro se il ripristino totale del software di sistema (operazione possibile ma, per ora, piuttosto complicata) possa mettere al riparo da questi rischi.
Pare, infine, che l’installazione di software di terze parti che non riguardino le funzionalità di rete di iPhone siano sicuri, per quanto Apple non ne garantisca il funzionamento con i futuri update software.

iPod classic: peggiora la qualità audio

L’iPod Classic (di sesta generazione) ha una qualità audio peggiore rispetto al suo predecessore, l’iPod Video. E’ quanto emerge da uno studio effettuato da Marc Heijligers tramite FuzzMeasure, un’applicazione di analisi acustica. A quanto pare il chip audio della Wolfson (della generazione precedente) è stato sostituito con un più economico chip della Cirrus. Le conseguenze sono un suono più elettronico e di qualità inferiore. Il numero di armoniche, inoltre, è decisamente inferiore e questo fa allontanare il timbro del suono udito dal timbro reale.
Qualcuno potrebbe ritenere queste considerazioni utili solo per i puristi del suono, ma questo abbassamento della qualità va indubbiamente contro l’aumento del bitrate nei file senza DRM acquistabili su iTunes Store. Quanto questo downgrade tecnologico renderà superfluo l’aumento della qualità dei file audio fino a 256Kbist/s?
E’ da sottolineare che il chip Wolfson rimane utilizzato nell’iPhone e nell’iPod touch (oltre che in altri prodotti come la PlayStation Portable e la Xbox).

Problemi ai display di iPod touch?

itouch screen quality

Il video qui sopra dimostra un problema di cui si stanno lamentando alcuni early adopters del nuovi iPod touch. In pratica lo schermo del player di Cupertino avrebbe dei seri problemi nella visualizzazione di video e immagini in cui è presente il colore nero.
Secondo le prime ipotesi, il problema sarebbe da imputare ad una errata partita di rivestimenti interni al vetro di protezione del display, i quali si comporterebbero come filtri polarizzatori, rifrangendo la lunghezza d’onda relativa al colore nero.

Al momento non sono disponibili ulteriori informazioni, così come Apple non ha ancora preso una posizione ufficiale sulla questione.

iPhone: arriva lo sblocco gratuito!

A poche ore dal rilascio del software commerciale per il SIM-Unlock di iPhone, ecco arrivare l’alternativa completamente gratuita sviluppata dal gruppo di lavoro di iPhone Dev Wiki.
L’applicazione, iUnlock, è sotto licenza OpenSource ed è scaricabile, assieme ai sorgenti, da una nutrita lista di mirror.
Gli sviluppatori di iPhone Dev Wiki, così come nel caso di iPhoneSIMFree, non garantiscono il funzionamento dello sblocco con i successivi update rilasciati da Apple. Visti lo sforzo e il tempo richiesto per lo sviluppo, chi utilizza iUnlock dovrebbe prendere in considerazione una donazione al team di sviluppo, mentre è possibile partecipare alla discussione relativa alle tematiche tecniche sia sul forum dedicato sia su IRC (#iphone @ irc.osx86.hu).

iPod touch con Bluetooth?

Tra le foto presenti sul sito Apple, a corredo del nuovo iPod touch, ve ne è una interessante in cui si vede inequivocabilmente l’icona Bluetooth in alto a destra sullo schermo del dispositivo.
Inutile dire che, durante il keynote, Steve Jobs non ha fatto alcuna menzione della presenza del Bluetooth sul nuovo iPod, ed è quantomeno improbabile si sia trattato di una dimenticanza.
L’ipotesi più accreditata è che, almeno in una delle fasi del suo sviluppo, iPod touch abbia supportato il “dente blu“, per poi perderlo al momento del lancio per una scelta commerciale di Cupertino.
Sarà interessante vedere se il Bluetooth non sia stato implementato solo a livello software o se sia stato eliminato anche il chip: in questo ultimo caso si aprirebbero notevoli possibilità per coloro che sono già all’opera per aprire il sofware di iPhone, che sappiamo essere per larga parte condiviso da iPod touch.
Per saperne di più non rimane che attendere che, dopo l’arrivo del nuovo iPod nei negozi, qualcuno si prenda la briga di smontarlo per vedere come è fatto dentro: e la storia recente ci fa supporre che non ci vorrà molto tempo.

Aggiornamento
A quanto pare non ce ne siamo resi conto solo noi di blog-console, ne parla anche Engadget.

iPhone: ora è possibile il “full unlock”


Doveva succedere, essendo solo una questione di tempo: alcuni utenti sono riusciti a sbloccare totalmente iPhone ed a utilizzarlo con SIM diverse da quella AT&T acquistata con il prodotto.
La procedura è piuttosto complessa, e richiede un intervento su 2 fronti. Da un lato è necessario sbloccare il telefono stesso, dall’altro programmare una SIM Card in modo da essere accettata dal dispositivo.
E’ interessante notare che la procedura è stata portata a termine con successo anche con due schede italiane (Tim e Vodafone), sebbene sia necessario essere in possesso di SIM 32k, ormai non più distribuite dagli operatori nel nostro paese.
Inutile dire che tale procedura viola i contratti di licenza stipulati al momento dell’acquisto, invalida la garanzia e impedisce la possibilità di aggiornare il firmware del telefono, pena la cancellazione delle modifiche effettuate.
Secondo l’opinione di molti, si profila, per iPhone, un futuro analogo alla Sony PSP: al rilascio dei firmware ufficiali verrà affiancato lo sviluppo di custom firmware “artigianali”.
Difficile, ad oggi, dire se uno scenario di questo tipo sarà positivo o meno.

Leopard 9A499: galleria di immagini

WorldofApple ha pubblicato una galleria di screenshots dell’ultima build di Leopard (la 9A499) che è stata distribuita agli sviluppatori a fine Luglio.
Attraverso questa nuova galleria di immagini, si possono osservare i miglioramenti che sono stati apportati, dal punto di vista visivo, al sistema rispetto alla versione che fu presentata al WWDC.
La barra dei menu, ad esempio, è ancora trasparente, ma in questa versione sembra apparire più naturale, visto che la maggior parte delle icone non ha più lo sfondo bianco.

Si può poi notare la nuova linea di separazione tratteggiata scelta per il Dock, così come la nuova icona per le Preferenze di Sistema in stile iPhone.

Una delle funzionalità più apprezzate di questa nuova build è senza dubbio la Path Bar nella finestra del Finder, che appare comunque disabilitata di default. Comoda la possibilità di spostare gli oggetti in una delle cartelle della Path Bar semplicemente trascinandoceli sopra.

Le Preferenze di Sistema sembrano essere invece rimaste sostanzialmente identiche a quelle di Tiger, con le due opzioni Blu e Graphite per l’aspetto.

Sempre dalla galleria di screenshot possiamo infine osservare il pannello di configurazione delle prefrenze della nuova funzionalità di backup denominata Time Machine.

Non ci resta che aspettare Ottobre per provare dal vivo questa nuova attesissima versione di Mac OSX; nel mentre, a partire da qui il link diretto alla galleria completa delle immagini di questa build di Leopard.

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